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Teamwork and team spirit

COINVOLGERE LE PERSONE

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Sembra incredibile, ma coinvolgere le persone non è poi così difficile se si rispettano le regole del gioco.

Prendiamo spunto da un commento di “scoraggiata” per dare alcuni suggerimenti.

SCORAGGIATA: sembra incredibile, ma qualunque cosa si faccia la gente non esce di casa. La processione del paese non tira, il circolo del pd non tira, la festa paesana una tragedia, un comitato apartitico nulla,spettacoli di vario genere vedono sempre i soliti pochi volti presenti, elezioni asbuc 120 persone su circa 2000. come si fa a tirare fuori dalle case le persone? ma soprattutto come si fa ad andare oltre la sterile critica a tutto e a tutti? e’ vero le cose sono complicate e a volte anche sporche, ma chi crede di poter fare meglio dov’è solo su un forum di zona a scrivere grillate per di più anonime. è un buon momento?

1. Segui le regole del gioco
Devi imparare le regole del gioco, anche se non ti piacciono e non le condividi. Sono state prodotte da un sistema molto più grande di te che non puoi controllare, se non puoi combatterlo sfruttalo a tuo favore.

2. Se puoi usa uno specialista
Se riesci recluta degli esperti di comunicazione che supportino la tua causa. Loro conoscono le regole e sanno come si gioca, così tutti i tuoi problemi sono risolti. Ti segnaliamo questa ipotesi perché spesso non viene nemmeno presa in considerazione e invece è quella più produttiva.
Ci sono iniziative anche importanti e dotate di risorse economiche non indifferenti (come alcune fiere locali, feste di paese, sagre, convegni) che non sono minimamente supportate da una strategia di comunicazione. Al massimo ci si limita a commissionare una grafica gradevole per i manifesti. Questo è non aver capito come si gioca, poi non bisogna lamentarsi dei risultati.

3. Scopri cosa piace alla gente – coinvolgimento trasversale
Alla “gente” piace mangiare (possibilmente gratis), piace il sesso (più da vedere che da fare, sempre preferibilmente gratis), lo sport (più da vedere che da fare, il calcio soprattutto) le tette (anche alle donne), gli scandali e il pettegolezzo vario (anche agli uomini).
La gente adora le telecamere e le star della TV anche quelle di quart’ordine ammuffite e dimenticate vanno bene, se poi son fresche ovviamente è meglio (forse non sapete che molti personaggi televisivi, escludiamo quelli di primissimo piano, guadagnano molto più con le “ospitate” in feste, cene e discoteche che con i compensi delle trasmissioni che a volte sono addirittura modesti. In pratica vanno in televisione anche gratis per poi poter fare i soldi con le “ospitate”).
Poi alla gente piace ridere, piace meravigliarsi e sognare, piace provare emozioni forti e intense.
Alla gente piacciono le cose nuove, ma non troppo.
Non importa se questo è giusto o sbagliato, le regole son queste e sono quelle che contano.
Tu puoi scegliere su cosa puntare, sapendo che le donne nude e le lasagne sono una strada facile, fare sognare è molto più complesso. Tutte queste cose generano comunque coninvolgimento trasversale, attirano un po’ tutti insomma.

4. Scopri cosa piace alla gente che ti interessa – coinvolgimento verticale
Chi si occupa di marketing sa che a volte è più facile proporre un determinato argomento ad un certo gruppo di persone piuttosto che ad altre. Cioè, se devi vendere un pallone da calcio vai al circolo del calcio e non a quello del basket.
Quindi a volte è più facile procedere operando su gruppi accomunati da qualcosa. Si può parlare di ecologia organizzando un corso di cucina, per esempio. È più facile che proporre l’argomento in forma astratta. Si può parlare di legalità invitando dei ragazzi a vedere un film piuttosto che una conferenza. Si può parlare di solidarietà organizzando una partita di calcio. Ecc.

5. Cavalca l’onda
Se passa un onda mediatica favorevole sfruttala. Domani è una buona giornata per fare una manifestazione contro le centrali nucleari o per parlare di energie alternative perché oggi stampa e televisione non parlano d’altro. Se invece volevi fare qualcosa in sostegno del Tibet libero lascia stare, l’onda è già passata.

6. Quelli da convincere sono quelli che non la pensano come te
Si tende a parlare ed alimentare il convincimento di chi è già perfettamente convinto di una certa cosa, trascurando completamente gli altri, quelli importanti, quelli da convincere.
Così gli ecologisti parlano con gli ecologisti, i comunisti con i comunisti, i pacifisti con i pacifisti ecc. Così si perdono le occasioni, le battaglie, le elezioni… Se si vogliono ottenere risultati bisogna, anche in questo caso, imparare a comunicare.
È una regola antica, anche i vangeli sono stati scritti (targettizzati diremmo oggi) in forma diversa tenendo in grande considerazione la natura del pubblico che doveva ascoltarli.
Quindi se gli ecologisti continuano a parlare agli ecologisti con linguaggio e argomenti da ecologisti è difficile che un pubblico esterno a questa categoria venga coinvolto. Per produrre cambiamenti e coinvolgimento è più importante che gli ecologisti imparino a parlare agli industriali individuando il linguaggio giusto e gli argomenti per coinvolgerli (tipo: “Non ti frega niente dell’ambiente? Allora forse ti interessa risparmiare sul costo di smaltimento dei rifiuti”).

ft. sembraincredibile.blog

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