Come sarà il futuro?

Ci sono personaggi, come Mark Zuckerberg che credono che presto utilizzeremo la telepatia sul suo Facebook. Altri che non vedono l’ora di dire addio al fax. E infine chi pensa che le stampanti 3D avranno utilizzi nel quotidiano proprio per scambiarsi delle informazioni, dei prodotti e cose di altro tipo.Tutto sarebbe facilitato, o complicato, a seconda dei punti di vista. Di certo è che se parliamo di futuro della comunicazione, parliamo del futuro delle aziende.

Comunicazione digitale e i social media.

Per il 37,5% dei comunicatori, l’importanza di adattarsi all’evoluzione del web e dei social media è il secondo argomento più determinante nel futuro.

L’European Communication Monitor, recentemente giunto alla sua tredicesima edizione, ha decretato attraverso un importante sondaggio realizzato da EUPRERA e EACD (basato su 3000 professionisti nel settore della comunicazione sparsi per i principali Paesi europei) che i bisogni del futuro saranno strategici su quattro argomenti di riferimento:

Comunicazione digitale e i social media.

Per il 37,5% dei comunicatori, l’importanza di adattarsi all’evoluzione del web e dei social media è il secondo argomento più determinante nel futuro. Ma non solo, il 90,4% considera i social media come Facebook e Twitter il canale principale per comunicare con il proprio pubblico o con gli stakeholder.

Strategicità della comunicazione visuale.

Per il 94,4% degli intervistati la comunicazione visuale sarà uno dei principali trend nell’immediato futuro.

Social bot. 

Per il 42% degli intervistati gli algoritmi saranno in grado di produrre contenuti sociali e interagire con l’utente in modo automatico, cercando di essere quanto più “umani”.

Ipermodernità.

Il 71,5% dei professionisti pensa che oggi viviamo in una fase di trasformazione culturale che ci porterà verso una società basata su tre punti: iper cambiamento, iper consumismo e iper individualismo.

Ciò che mi interessa è rendere il mondo aperto a tutti.

— Mark Zuckerberg